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Il caso Moncler lanciato da Report

Da qualche tempo Report, la nota trasmissione che va in onda su Rai3, è diventata uno dei punti cardine dell’opinione pubblica italiana. Negli anni alcuni dei servizi lanciati dalla Gabanelli e dai suoi collaboratori sono diventati dei veri e propri cavalli di battaglia. Il successo che questa trasmissione ha avuto sull’opinione pubblica è talmente forte che nell’aprile 2013 Milena Gabanelli ha rischiato di diventare la prima Presidentessa della Repubblica italiana grazie al voto di numerosi parlamentari del Movimento 5 stelle.

L’influenza che Report ha sull’opinione pubblica e in special modo su quella attenta a cosa accade sul web (le intere puntate pubblicate in streaming sono un colpo da maestro ndr.) è quindi un dato di fatto. Ma cosa succede quando nel mirino di Report ci finisce una grande azienda?

Le accuse mosse da Report contro la Moncler

L’esempio arriva dalla puntata andata un onda il 2 novembre, in cui Gabanelli & co. vanno all’attacco di un noto brand della moda italiana: Moncler.

I concetti fondamentali su cui si è costruita tutta la puntata contro il noto marchio di abbigliamento invernale sono stati tre:

  1. Le atroci torture che subiscono gli animali durante la “raccolta” della materia prima con cui sono fatti i piumini Moncler: la piuma d’oca
  2. Alcune pratiche poco chiare che andrebbero a mischiare l’altissima qualita della piuma d’oca con altri materiali di dubbia provenienza per abbassare di molto i costi di produzione (il costo di un singolo piumino sarebbe 30 euro all’azienda)
  3. Il trasferimento dello stabilimento produttivo nell’est europa per sfruttare un costo della mano d’opera vantaggioso (Esilarante il passaggio in cui un personaggio dice praticamente Sì produciamo qui, non ce ne frega un c***o dei lavoratori italiani)

Ora, presi singolarmente questi punti potrebbero far arrabbiare piccole fette di pubblico: animalisti, persone molto attente alla qualità dei prodotti e lavoratori che hanno idea di cosa siano le difficoltà di lavorare in italia al giorno d’oggi (quest’ultima fetta non proprio piccola). Ma se si miscelano questi tre ingredienti a dovere il cocktail della gogna mediatica è servito!

L’attacco sui social network

Era prevedibile che i canali social di Moncler sarebbero stati invasi dagli utenti. Facebook al giorno d’oggi è diventata la piazza su cui andare a sbandierare opinioni e commenti.

Anche se l’azienda non ha rilasciato alcun comunicato che smentisa o si scusi per quanto visto nella puntata di Report, e nessun suo responsabel abbia voluto degnarsi di rilasciare un’intervista alla Gabanelli gli attacchi su facebook si sono appoggiati sui normali post pubblicitari dell’azienda, attaccando su più fronti

Su twitter l’hashtag #moncler ha visto un vero e proprio picco di intearazioni che stanno andando via via scemando. È la norma su questo genere di cose sui social network, ed è la norma di come ragione l’opinione pubblica italiana.

Come si è comportata Moncler?

Semplicemente nel modo migliore dal punto di vista aziendale!

Una qualsiasi mossa che Moncler avrebbe potuto fare non avrebbe fatto altro che soffiare su un fuoco di paglia come quello che la polemica che qualche migliaia di utenti italiani si rivelerà. Si parlerà di questo fatto per un paio di giorni e poi nessuno si ricorderà più di niente. Il tutto si rivelerà una inutile bolla di sapone che non avrà fatto altro che pompare positivamente le statistiche dei canali social e delle risorse web di Moncler. E questo non potrà che far piacere a quelli che si occupano di comunicazione all’interno dell’azienda. È l’altra faccia della comunicazione ai nostri giorni.

Credo che se Report avesse voluto ferire Moncler ha decisamente sbagliato metodo! Quelli che si sono arrabbiati sono tutta gente che probabilmente non ha mai comprato Moncler:

  1. Gli animalisti veramente degni di questo nome stavano alla larga dai piumini d’oca già prima che la Gabanelli si interessasse alla Moncler.
  2. Le persone realmente attente alla qualità (e intendo attente alla qualità, non alla moda) dubito che comprassero quei piumini fatti di plastica e molto simili a dei sacchetti della spazzatura.
  3. Le persone vicine ai lavoratori e ai disoccupati semplicemente hanno altri problemi a cui pensare invece che spendere diverse centinaia di euro per un piumino.

Il brand così ci ha guadagnato in esclusivismo, ha ribadito che il suo prodotto non è per tutti e che avercelo fa incazzare i soliti polemiconi e invidiosi.

Il “clamoroso” calo in borsa

Moltissimi sono corsi a vedere come avrebbe risposto la borsa a questo attacco al brand, e molti hanno anche sogghignato: L’apertura in rosso infatti potrebbe sembrare il giusto effetto di tutto il tam tam sollevato sul web. Insomma il web una volta di più si mostra come unica vera grande macchina democratica che da voce a chi non viene mai ascoltato e bla bla bla… Insomma le solite robe.

Non che io sia contro il web, anzi, se così fosse non ci lavorerei, però ritengo che non siano questi gli esempi che facciano del web il grande strumento che è. Ne è la riprova il fatto che se si perdono giusto cinque minuti per vedere come andavano le azione Moncler prima della puntata di report si scopre che dalla sua quotazione il marchio ha avuto un trend negativo

Il-trend-in-borsa-di-moncler
Insomma il circa -3% provocato dalla Gabanelli con il suo servizio non è molto diverso da quello che il brand avrebbe subito quasi normalmente. Eh si, se la Moncler dovesse dichiarare banca rotta sarà proprio colpa di Report (ironia)

Giusto per togliersi un sassolino dalla scarpa in Moncler hanno voluto rilasciare una bella immagine con una scritta da piazzare in homepage del loro sito per dire che loro comprano solo da fornitori certificati e che quindi se qualche fornitore fa il furbo non è colpa loro.

il-comunicato-di-monclerSe lavorassi nell’ufficio delle pubbliche relazione di Moncler ora manderei un bel biglietto di ringraziamente a Report e un bel mazzo di fiori alla Gabanelli dicendole che la prossima volta che vuole “ferire” un’azienda noi siamo disponibilissimi a farle da bersaglio!

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