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A che punto è il seach marketing in Italia?

Un vecchio detto milanese dice che l’epifania tutte le feste si porta via, e infatti come promesso dopo la lunga pausa natalizia ritornano gli articoli del blog, e lo facciamo parlando della situazione in cui si trova il search marketing nel nostro paese.

L’infografica del Convegno gt

Nei giorni scorsi navigando in rete mi sono imbattuto in questa interessante infografica condivisa al Convegno gt (uno dei maggiori eventi nel nostro paese per quello che è il mondo SEO e Web Marketing) e che ho trovato molto interessante e con diversi spunti, tanto che ho deciso di sezionarne alcuni per poterla analizzare punto per punto.

intestazione

Paolo Zanzottera, realizzatore di questa infografica, ha preso in considerazione i dati ShinyStat per quello che è l’anno 2014, con i dati aggiornati da gennaio a novembre dell’anno appena trascorso.

Google monopolizza il search marketing in Italia

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Il primo dato che salta subito agli occhi è quel 96% che ci mostra come più di 9 italiani su 10 preferisca il motore di ricerca di Mountain View rispetto ai concorrenti. Un dato che chiunque poteva aspettarsi ma il 96% è davvero tanto a mio avviso.

Sinceramente mi sarei aspettato che almeno Bing rosicasse qualcosina di più di quel misero 2%, se non altro per il fatto che il motore di ricerca di Microsoft è configurato di default sui diversi Internet Explorer dei nostri pc. La cosa mi fa pensare (o almeno sperare) che gli utenti comincino a essere più consapevoli degli strumenti che utilizzano.

Entrando nel dettaglio di quel 96% mi ha incuriosito vedere quel 12% dato da Google News, non un dato strabiliante è vero, ma ci da sicuramente degli ottimi spunti di riflessione: Dovendo promuovere un progetto online a questo punto preferirei investire le mie risorse e le mie energie puntando tutto su Google e anche sul servizio Google News (che ha regole e logiche ben distinte) piuttosto che dovermi dividere tra Google, Bing e Yahoo! ecc…

Not Provided, un dato che alza molti dubbi

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Non è certamente una novità che i SEO di tutto il mondo da tempo stiano sbattendo la testa sul tanto discusso Not Provided. Su questo dato se ne sono dette di tutti i colori: che sia un miscuglio di fonti di traffico che gli strumenti di analisi non riescono (o non possono/vogliono) riconoscere e specificare, che sia dovuto al passaggio da https a http per le ricerche degli utenti che navigano su Google da loggati a Google+.

Quello che è certo è che quel 84% di ricerche Not Provided è sicuramente un dato troppo importante per non prenderlo in considerazione. Molti hanno fatto gli struzzi davanti a questo dato, ma non è più il momento per continuare a nascondere la testa sotto la sabbia.

Il social marketing batte il search marketing

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Quel 55% di traffico dato dal social è sicuramente un dato controverso e che farà tremare le gambe a molti SEO o sedicenti tali che ancora svendono cose come l’indicizzazione dei siti internet un tot al kilo (ce ne sono ancora tanti), ma sinceramente è un dato che io mi aspettavo.

I social network sono strumenti che oramai sono entrati nella nostra quotidianità. E quando dico nostra intendo davvero di moltissimi italiani, persino i meno avvezzi alle nuove tecnologie. Questo significa quindi che gli utenti possono essere bombardati da pubblicità e post di loro interesse (la pubblicità è comunque targettizzata in maniera più che buona) in qualsiasi momento e soprattutto più volte al giorno, basta collegarsi a Facebook per controllare il proprio profilo.

Facebook ancora padrone indiscusso ma…

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Continuando a parlare di social network vediamo che Facebook rimane certamente la prima scelta degli italiani e che continua a crescere con un +151% ma ci sono due dati che a mio avviso bisogna leggere con cura:

  1. +258% di Google+: È un dato che sicuramente mi ha colpito, in questo 2014 abbiamo sentito alzare dubbi sul social network marchiato Google, addirittura si è arrivati a ipotizzare la sua prossima morte. E poi ci ritroviamo con quel +258% che se non altro vuol dire che Google+ sta crescendo e sta facendo enormi passi avanti.
    Personalmente continuo a guardare questo Social Network con un po di scetticismo, mi sembra ancora un qualcosa di ancora indefinito che sopravvive perchè mamma Google continua a nutrirlo forzatamente, ma staremo a vedere.
  2. -48% YouTube: Se stupisce la crescita di Google+ la perdita di YouTube è a mio avviso un vero e proprio fulmine a ciel sereno e non bisogna scadere in una analisi troppo frettolosa: YouTube è sicuramente la piattaforma numero uno per quanto riguarda la condivisione di video, e proprio i video sono a mio avviso un mondo a se stante da quello che è la navigazione sul web. Un video pubblicato su YouTube può essere condiviso sui diversi social network e visto da milioni di utenti, ma questo non significa che gli utenti navighino sul sito dell’autore cliccando sul link inserito nella descrizione del video o sulle informazioni del canale. In quanti hanno mai aperto la descrizione del video di Gangnam Style di PSY che ha battuto tutti i record di view? Tutt’al più avrete ricercato il nome dell’autore del video su Google o la sua fan page su Facebook e quindi sarete finiti a veicolare traffico nelle altre voci di questa analisi; anche se effettivamente siete partiti da YouTube.

Il mondo mobile è in crescita

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Come abbiamo detto oramai telefonino significa smartphone e questo significa ricerche, applicazioni, social network ecc… tutto a portata di touch. Il mobile è già diventando il punto centrale del web: il responsive design è oramai esploso e tutti i segnali ci dicono che un progetto web che ad oggi non prenda in considerazione l’interazione mobile è sicuramente un progetto rimasto troppo indietro, chi non lo ha ancora fatto è meglio che si sbrighi ad adattarsi!

L’infografica per intero

Qui di seguito vi metto l’intera infografica anche con i punti che ho ritenuto meno interessanti ma che potete comunque analizzare per conto vostro

info_SEO

Fonte:

Convegno gt

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