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La top 5 dei fattori di posizionameto dei siti internet per il 2015

Puntuale come un orologio svizzero anche questa estate è arrivata la classifica si SearchMetrics dei fattori di posizionamento dei siti internet su Google. Aveamo già visto quella dello scorso anno e, anche se il buon TagliaBlog mi ha anticipato, oggi vorrei fare una veloce carrellata per passare poi a un’analisi di cosa ci dovrebbe aspettare nel prossimo futuro anche in Italia.

Il condizionale è d’obbligo, infatti come saprete la SearchMetrics basa questi dati su Google US, e anche se solitamente quello che vediamo sulla versione americana del motore di ricerca arriverà da noi, ci sono sempre delle piccole differenze da tenere in considerazione.

La top 5 dei fattori di posizionameto dei siti internet (su Google) per questo 2015

Top 5 posizionamento siti internet 2015

1. La User Experience

Devo ammettere che quando sento parlare di user experience come fattore cruciale per il posizionamento dei siti internet storco sempre un po’ il naso. Non è che non ci creda, sia chiaro, ma solitamente ho dei dubbi sui dati con cui Google misura la nostra user experience quando navighiamo su un sito.

Ad esempio, pare che sia aumentato il numero di pagine altamente ottimizzate tra i primi risutlati di Google (alla faccia del scrivi per gli utenti e non per Google). Per altamente ottimizzate significa che queste pagine includono ad esempio la meta description, i tag Header, il title di pagina, tutte scritte con criterio e ottimizzate secondo le parole chiave per cui vogliamo essere posizionati. Anche se il valore dell keyword continua a diminuire in questi ultimi anni, non possiamo ancora slegarci completamente da questo concetto.

Storco il naso perchè la presenza o meno del meta description non mi sembra così rilevate ai fini della user experience. Cioè, diciamoci le cose come stanno: un utente vedrà questa meta description solo al momento della navigazione tra i risultati di Google, e vedrà una frase di massimo 156 caratteri, sempre che Google non decida che ci siano parti della nostra pagina più interessanti per l’utente. Questa cosa ha veramente migliorato così tanto la vostra esperienza di navigazione?

Non credo più di tanto, con questo non vi sto dicendo di non mettere i meta description, solo che secondo me Google, se vuole realmente slegari dal vecchio concetto di SEO dovrebbe cominciare ad abbandonare queste cose e dare molto più valore ad altre (secondo SearchMetrics lo sta facendo, anche se molto a rilento) che migliorano veramente la vostra esperienza utente:

  1. La possibilità di trovare un sito responsive quando navighiamo da Smatphone. Infatti possiamo vedere che le prime posizioni delle SERP di Google sono occupate da siti responsive, che il mobilegeddon inizi a farsi sentire?
  2. La struttura dei contenuti, che siano leggibili e di facile comprensione per l’utente. Quindi ben vengano i tag header, le liste puntate e tutti quegli elementi grafici che, a differenza della meta description, sono realmente ben visibili per l’utente.
  3. La velocità di caricamento di una pagina, infatti il tempo medio di caricamento (delle prime 30 posizioni) è in calo.
  4. Diminuiscono i siti che utilizzano Google AdSense tra le prime posizioni rispetto al 2014. Ma sarà veramente un fattore di ranking oppure la gente sta trovando nuovi modi per guadagnare online?

Ma come vi dicevo, nonostante tutti questi fattori siano in crescità, sono anni che ci raccontiamo che Google si slegherà dal concetto di keywords ecc… ma la verità è un’altra e la vediamo al prossimo punto

2. L’ottimizzazione delle pagine e i fattori tecnici

Se guardiamo la classifica di SearchMetrics possiamo notare come sia aumentato il numero di pagine altamente ottimizzate, quindi con meta title e description scritti come Google comanda, che contengano la keyword per cui vogliamo posizionarci, ecc… Insomma le solite robe che ci raccontiamo da anni.

Non solo ottimizzazione in pagina, ma pare che anche gli url e i dominio con un’alta visibilità lato SEO, siano duri a morire e godono ancora di un miglior posizionamento nelle SERP di Google.

Insomma, anche se Google da anni ci intorta con la favola che lui è un arbitro imparziale, che i suoi algoritmi non saranno più influenzati da chi ottimizza all’estremo le proprie pagine, la realtà è che overottimizzare una pagina web porta ancora i suoi bei risultati.

3. I Contenuti

Content is King!

Da quanto tempo ce lo diciamo? E pare che la rilevanza tra contenuto, parole chiave, e termini strettamente legati ad essa sia ancora un capo saldo di Google. E qui possiamo notare due punti che mi hanno incuriosito:

  1. Il contenuto delle 30 pagine meglio posizionate in SERP è diventato più lungo rispetto all’anno precedente.
  2. La complessità dei contenuti è diminuita.

Mentre il secondo punto me lo sarei aspettato ad occhi chiusi, onestamente sono rimasto molto colpito dal primo di questi due punti. Per mia esperienza so che la maggior parte degli utenti non ama testi molto lunghi. L’utente medio di internet è distratto, guarda le immagini (infatti Il numero delle immagini sui siti web tra le prime posizioni è cresciuto), scorre i titoli della pagina e cerca di saltare subito al nocciolo della questione driblando i soliti preliminari semantici. Invece pare che Google stia ragionando diversamente.

Che sia un modo per premiare chi realmente si impegna nella scrittura e per cercare di diminuire l’impatto di siti di bufale o che fanno click baiting?

i fattori per il posizionamento dei siti internet secono searchmetrics

4. I link, anche loro duri a morire!

La link building è morta… Vi piacerebbe eh?

Quante volte ci hanno detto che la link building oramai è morta? Eppure secondo SearchMetrics i backlink sono ancora un requisito fondamentale per ottenere un buon posizionamento e devo dire che anche dalla mia esperienza personale è così.

Anche se mamma Google ci dice da anni che li abbandonerà, la verità è che non è ancora riuscita a trovare un valido sostituto per valutare l’autorevolezza di un contenuto. Questo non significa che possiamo ricominciare a comprare backlink a raffica come facevamo nei bei tempi andati, dopo tutto le penalizzazioni esistono, ma fare della link building sana e del buon link baiting male non ci farà… anzi nel breve periodo potremmo avere anche delle piacevoli sorprese. Resta da capire quanto sarà breve questo periodo.

5. I social

Anche qui sono anni che ci diciamo che i social sono ai primi posti tra i fattori che influenza il posizionamento dei siti internet, nel 2012 SearchMetrics metteva i segnali in uscita da Facebook tra le primissime posizione della sua classifica, ma in questo 2015 è ancora così?

Secondo SearchMetrics questa correlazione c’è ed è anche alta, ma sarano davvero così impattanti? Cioè se io prendo tanti +1 su Google Plus, nonostante ultimamente in molti lo hanno già dato per morto, allora Google mi andrà a inserire tra le prime posizioni nelle sue SERP? Questa logica inizia a scricchiolare secondo la classifica. Esiste una correlazione certamente tra i segnali derivanti dai social e il posizionamento, ma più che un fattore di ranking questo pare essere soltanto uno dei tanti segnali utili a notificare ai motori di ricerca nuovi contenuti rilevanti e di interesse.

Insomma niente di così sconvolgente sul fronte SEO/SEM

I consigli sono sempre gli stessi: pensa ai contenuti, smetti di pensare alle keyword e all’ottimizzazione SEO spinta delle tue pagine, non fare link building aggressiva ecc… insomma fai il bravo!

Però in questo 2015 ricordati anche del detto secondo cui: Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto!

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