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I maggiori fattori di posizionamento su Google per il 2014

Lo so, il 2014 è finito ormai da qualche mese, e questo articolo ha tardato ad arrivare, ma trovo che sia comunque molto interessante vedere quali sono stati i maggiori fattori di posizionamento per l’anno appena passato secondo Searchmetrics, quindi siamo qui per farne la classica analisi con il senno di poi, cominciamo con una infografica riassuntiva:

Infografica di Searchmetrics sui fattori di ranking 2014

Bisogna innanzitutto specificare che questa analisi fa riferimento al mercato americano, potrebbero quindi esserci delle differenze con il mercato italiano anche se grosso modo possiamo dire che sia questa la strada maestra che il motore di ricerca di Mountain View sta seguendo.

Nel 2014 i contenuti l’anno fatta da padroni

Ci vuole contenuto, non smetterò mai di dirlo! Molti clienti mi dicono che loro non hanno molto da dire online. Molti pensano che i loro utenti non leggeranno quello che scriveranno o che comunque non serva spendersi in parole. E Google giustamente continua a dare fortissimi segnali in tal senso!

Non solo Google dimostra di aver preso di mira quelli ancora troppo legati alle care vecchie keyword e alla pratica di infarcire i testi di parole chiave (lo so che anche a voi viene sempre la tentazione quando scrivete, succede spesso anche a me, anche senza pensarci). Ma soprattutto dimostra di aver realmente cominciato a capire quello che una pagina racconta, riuscendo a capire le parole chiave correllate ai nostri argomenti. Potrebbe sembrare una banalità visto che ormai sono anni che parliamo di semantica e di Google capisce il senso di ciò che scriviamo, ma averne la riprova dati alla mano è una gran bella cosa.

Torna il sempre verde delle penalizzazioni derivanti dalla vendità di spazzi pubblicitari (anche adSense), mentre si rileva un incremento nell’importanza dei file media come immagini e video.

Vuoi scalare le SERP di Google? Ti serve il ferro!

No, non vi preoccupate, non dovrete cercare di rapinare nessun. Effettivamente parlare di ferro non è del tutto giusto, o almeno lo è solo in parte. Il concetto è che abbiamo bisogno di un ambiente di lavoro di buon livello, sia per offrire un’esperienza migliore ai nostri utenti sia per aiutarci durante il nostro lavoro. Dobbiamo prestare moltissima attenzione all’esperienza utente, infatti secondo Searchmetrics il click-through rate (CTR) è al primissimo posto nella calssifica dei fattori di ranking, per cui Google dimostra di prestare molta attenzione all’esperienza utente.

Ma cosa significa tutto questo? Significa innanzitutto essere sicuri della qualità del nostro hosting, problemi di banda o di connessioni sono all’ordine del giorno e spesso possono creare fastidiosi problemi di performance. E come sappiamo una delle “missioni” di Google è quella di rendere il web veloce.

Ma non ci limitiamo solo alle performance o alla parte hardware della nostra infrastruttura, ovviamente anche il software e la struttura del nostro progetto è importante! Per cui sarà una cara e vecchia leggenda ma le keyword e le description nei titoli delle nostre pagine pare che funzioni ancora alla grande! E soprattutto teniamo sotto controllo il codice delle nostre pagine, i metadati sono importantissimi e non ci dimentichiamo l’ABC dell’ottimizzazione di una pagina HTML(presenza di un solo H1, alt alle immagine, title sui link ecc…).

I backlinks sono duri a morire!

Nella top5 dei principali fattori di indicizzazione su Google ci sono ancora i cari vecchi backlink, quindi possiamo dire che la link building non è (ancora) morta, e anche se molti la reputano una pratica sgradevole questa fatica a morire, soprattutto Google fatica ad abbandonare i backlink come indice di qualità di una pagina.

Sicuramente però ci sono stati grandi cambiamenti dai tempi in cui bastava spammare il nostro sito in centinaia di pagine dalla dubbia qualità per vederci scalare le SERP di Google. Questo è spam, non SEO!

Come abbiamo detto nel 2014 i contenuti sono al centro di tutto, per cui è importante che anche i backlink siano naturali e ancora meglio se provenienti da siti di qualità che trattano gli stessi nostri argomenti.

I social sono in calo?

Secondo Searchmetrics i social riescono a mantenersi in vetta alla classifica (Google+ al terzo posto dopo il CTR e i termini rilevanti) ma sono in calo, ricordiamo che solo due anni fa i social erano sulla cresta dell’onda delle ricerche, soprattutto la presenza dei Facebook Comments stupì diversi addetti ai lavori. Oggi invece notiamo questo calo.

C’è da dire che negli ultimi mesi c’è stato l’accordo tra Twitter e Google di cui stiamo tutti aspettando gli effetti e che potrebbe riportare i social in vetta alla classifica. Inotlre non bisogna scadere nell’errore di pensare di poter mollare il colpo sui social diminuendo l’impegno. Dobbiamo ricordarci sempre che i social non sono solo uno strumento per migliorare il nostro posizionamento, ma anche (e soprattutto) una fonte alternativa di utenti oltre che delle ottime piattaforme su cui sviluppare veri e propri servizi legati al nostro business.

Fonte:

Tagliablog

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